L’erigero, l’erba che disintossica

di | Settembre 10, 2019

SPECIE INFESTANTE RICCA DI TANNINI, AIUTA L’ORGANISMO A LIBERARSI
DELLE SCORIE AZOTATE CHE INFIAMMANO VENE, VESCICA E CARTILAGINI

L’erigero nasce come pianta di natura infestante, la sua caratteristica principale a vista è data da un fusto con “peli” che può crescere fino a 1,5/2,00 mt in altezza.

Il suo nome botanico – Erigeron canadensis – deriva dal greco “eri” e “géron” che significano rispettivamente primavera e vecchio, in riferimento al fatto che si tratta di un arbusto antico che, ad ogni primavera, rifiorisce e va avanti per tutta l’estate.

È originario dell’America settentrionale ed è stato poi importato in Europa, dove lo si vede crescere negli orti, nei campi, lungo i greti dei fiumi, vicino ai ruderi: è diffuso dalla regione mediterranea fi no a quella montana, fino ai mille metri d’altitudine. In genere è riconoscibile a vista in quanto il suo fusto spicca per i caratteristici capolini di fiori giallognoli che lo riempono; sono tutti raggruppati quasi a formare una specie di pannocchia. Nella sua natura è presente il tannino, per la sua spiccata azione astringente utile per l’apparato intestinale (è assai indicato quindi in casi di diarrea) e nello specifico per le vie urinarie infatti, attraverso la stimolazione della diuresi, l’erigero favorisce la disintossicazione dalle scorie azotate nell’organismo.

Per quest’ultima proprietà si dimostra un ottimo coadiuvante per gli inestetismi della cellulite (in particolare nelle forme edematose) e per la cura delle flebiti.

Come ultima osservazione non dobbiamo dimenticare che, nella tradizione popolare,viene usato spesso come antinfiammatorio per la sua azione di contrasto particolarmente utile per i dolori reumatici collegati ad artrite, cistite, gotta ecc.

Come si Assume: Si assume in infuso o tintura

Combatte edemi e varici e previene gli attacchi di cistite

Per godere delle virtù dell’erigero, potete raccoglierne le cime fifi orite e le foglioline e metterle a essiccare a testa in giù, all’ombra e in un luogo ben aerato; vanno conservate in barattoli o, meglio ancora, in sacchetti di tela. Si usano per farne infusi dall’aroma simile al cumino.

Il consiglio è di assumerne un paio di tazze al giorno preparate con 3 pizzichi di sommità fifi orite in 100 ml di acqua.

■ L’erigero si trova in erboristeria anche sotto forma di tintura madre:
per una cura d’urto in caso di infiammazioni acute, la posologia è di
20 gocce 2-3 volte al dì, ai pasti, diluite in due dita d’acqua.

di Vittorio Caprioglio – Salute Naturale

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