Post Vacanze: Come Ripartire con Il Piede Giusto

di | Settembre 13, 2019

Al ritorno dalle vacanze il rituale è d’obbligo: da lunedì mi metto a dieta. Del resto, un italiano su tre è in sovrappeso e, di questi, oltre il 10 per cento è obeso. Tutti, prima o poi, abbiamo ingaggiato una battaglia con la bilancia. Nel 90 per cento dei casi, dicono le statistiche, i buoni propositi si infrangono sulle rocce della nostra determinazione. Perché succede?

La verità è che una dieta centrata solo sul sacrificio alimentare è punitiva, ci frustra e, sulla distanza, ci toglie motivazione. Spesso, dopo, mangiamo più di prima, compensando le restrizioni con “appaganti” trasgressioni.
Per garantire risultati duraturi, dunque, la mente ha un ruolo fondamentale: nessuna dieta può avere successo se il nostro cervello non collabora. Come cominciare?
Mangiando con consapevolezza, memorizzando ogni boccone, ingannando la fame nervosa.

LA DINAMICA DELL’APPETITO

Tendiamo a mettere nel piatto alimenti che ci rammentano momenti gradevoli del nostro passato, afferma un recente studio di un gruppo di ricercatori svizzeri.
Insomma, quando mangiamo mettiamo in campo la nostra memoria e ricordiamo il cibo con tutto il suo contesto. A tavola, poi, cementiamo le nostre relazioni (pensiamo ai pranzi in famiglia), stabiliamo la nostra identità (culturale o sociale), facciamo nostre regole religiose e creiamo legami con la comunità che ci circonda, in base alle nostre preferenze, o alla nostra avversione, per alcune ricette adorate da altri. E ci si abbuffa per fronteggiare la noia, per mancanza di affetto, per rispondere a un senso di oppressione, per evadere da una situazione che non ci piace, per proteggerci, per attirare l’attenzione, per calmarci, per sedare lo stress o per soffocare un’emozione. Di fatto, mangiamo di più per gratificarci: la nostra mente svolge un ruolo da protagonista anche a tavola.

LA FORZA DI VOLONTÀ
Perché è cosi difficile seguire una dieta? Perché richiede controllo e qualche sacrificio. Quando le restrizioni sono eccessive, la nostra testa dice basta. Trasgredire, d’altro canto, provoca dentro di noi un senso di fallimento: una vocina ci dice che è stato inutile e ci fa sentire in colpa per non essere stati in grado di andare avanti come soldatini disciplinati. Insomma, la nostra forza di volontà ha vacillato. Come uscirne? Innanzitutto, ponendoci obiettivi raggiungibili. Se lo sforzo che facciamo per stare a dieta ci appaga con buoni risultati, il nostro ego ne esce più forte: significa che ce l’abbiamo fatta. In questo modo, anche la nostra forza di volontà esulta e, grazie alle nuove conquiste, l’energia non manca.

LE NOSTRE RISORSE
Come si mangia un ippopotamo? Un boccone alla volta. È questo il modo giusto per intraprendere una dieta. Una strategia che funziona per raggiungere qualsiasi traguardo: anche professionale o di studio.
Ecco allora qualche buon consiglio per avere successo con i chili di troppo. E nella vita.

• Ponetevi obiettivi intermedi e abbordabili.
• Definite il primo passo da fare.
• Fate un passo per volta.
• Visualizzate realisticamente come siete e come volete diventare.
• Tenete un diario, scrivete ciò che mangiate, annotate le emozioni e i pensieri associati al cibo: riconoscerete gli eccessi e le cattive abitudini alimentari.
• Inventate modi diversi per procurarvi piacere: andate al cinema, a teatro, a passeggio con gli amici.
• Avete raggiunto uno dei vostri traguardi? Concedetevi un premio.
• Create un rituale: “obiettivo raggiunto-premio ricevuto”: se avete una buona routine, il cervello impara a mettere il pilota automatico.
• Fatevi ispirare da Confucio: «Un viaggio di mille miglia comincia
con un primopasso».

Lo stress? È nella pancia.

Il logorio della vita moderna arrotonda le nostre forme e può farci “gonfiare come un pallone” causando, tra l’altro, tensione addominale, diarrea o stitichezza, crampi, spasmi e meteorismo. La medicina tradizionale cinese associa da sempre l’accumulo di ansia con una respirazione affannosa o affrettata: quando tensioni, emozioni e paure ci lasciano senza fiato, il diaframma non aiuta più i polmoni a fare lunghi respiri. E lo stress si accumula nella zona addominale. Recenti ricerche affermano che l’intestino sarebbe addirittura in grado di “ricordare” la nostra fatica passata: con l’andare del tempo la nostra pancia diventerebbe ipersensibile, rendendoci più vulnerabili alla sindrome del colon irritabile. Se siete in difficoltà, fermatevi e concedetevi un respiro liberatorio.

di Monica Zucchinali – Sano e Leggero

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