La Melatonina è un ormone? Facciamo chiarezza

di | Maggio 6, 2018

La comunità scientifica e medica quasi all’unanimità concorda che la Melatonina sia un ormone prodotto dalla ghiandola Pineale. Tra però la massa, vari medici affermano che non è un ormone perché non ha alcuna caratteristica degli ormoni.

In questo articolo però vogliamo chiarezza, prima esaminando quali sono le caratteristiche principali degli ormoni e poi confrontare tali caratteristiche con quelle della Melatonina.

LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEGLI ORMONI

Gli ormoni hanno specifiche caratteristiche, altrimenti, senza queste caratteristiche, non possono essere considerati ormoni.

Ormone letteralmente significa “mettere in movimento” ovvero un messaggero chimico che trasmette un segnale da una cellula all’altra. Un ormone viene prodotto dall’organismo stesso ed è capace di modulare il metabolismo e l’attività di tessuti e organi dell’organismo.

E’ chiaro però che non possiamo limitarci a questa descrizione per definire un ormone, altrimenti anche la Vitamina D farebbe parte non del gruppo Vitamine ma di ormoni. Infatti gli ormoni devono rispettare le seguenti caratteristiche:

  1. Tutti gli ormoni in eccesso modificano in modo sostanziale la salute e la strutta fisica dell’organismo portando anche a gravi conseguenze metaboliche.
  2. Vengono prodotti da una sola specifica ghiandola.
  3. Una volta tolto l’organo che produce tale ormone, non ve n’è più traccia nel sangue.
  4. Assumere ormoni classici porta nel tempo ad un feedback negativo sull’organo preposto alla sua produzione.

LA MELATONINA E’ UN ORMONE?

Come abbiamo detto, alcuni medici e ricercatori non concordano sulla definizione di Ormone la Melatonina. Uno di questi è proprio considerato il promotore e padre di importanti ricerche su questa molecola, ovvero il Professore Dottor. Pierpaoli. Lui stesso da queste spiegazioni del perché la Melatonina non è un ormone:

1. La melatonina viene sintetizzata, non solo nella pineale, ma anche in numerosi altri organi e tessuti come, per esempio, la retina, la mucosa intestinale, nei megacariociti, nelle piastrine e, nei roditori, nelle ghiandole Harderiane, tutti questi tessuti che non possono essere definiti come tipiche «ghiandole endocrine».

2. Dopo la pinealectomia (rimozione chirurgica della pineale), la melatonina circolante non scompare  come quando vengono rimosse le ghiandole endocrine ( ipofisi, tiroide, surrenali, gonadi).

3. Non esiste alcun «fattore di rilascio» (releasing factor) per la melatonina come quelli trovati e anche usati per tutti gli ormoni classici.

4. Recettori con maggiore o minore affinità per la melatonina e «binding sites» sono stati evidenziati e trovati in una tale varietà di cellule (su membrane e nel citoplasma) e tessuti del corpo che la loro natura di «recettori ormonali specifici» per la melatonina su cellule bersaglio ben definite è impossibile da dimostrare,  data la loro diffusione ubiquitaria.

5. La melatonina, anche se somministrata a dosi enormi di grammi al giorno per via orale (in un vecchio esperimento nell’uomo ne sono stati somministrati anche 6,6 grammi al giorno per 35 giorni !), non ha provocato nessun danno o effetti collaterali immediati o tardivi. Qualsiasi altro vero ormone, con l’eccezione del  DEA (deidroepiandrosterone, DHEA) avrebbe certamente prodotto la morte o danni gravi e irreparabili, come sarebbe il caso con il cortisone e  la tiroxina. Perciò, contrariamente ai « veri » ormoni, con la melatonina non si osservano affatto effetti tossici collaterali. Anche 1500 donne sono state trattate in Olanda per anni con dosi giornaliere di 300 mg senza alcun danno !

6. L’inibizione della sintesi endogena di melatonina dopo la sua somministrazione orale non sembra dipendere, come è il caso con gli ormoni classici, sulla inibizione della sintesi dei fattori trofici (gonadotropine, tireotropina, corticotropina etc.), ma su una semplice inibizione retroattiva (feedback) prodotta dallo stesso prodotto finale (la stessa melatonina) in una sequenza bio-sintetica. Per questo la somministrazione prolungata di melatonina non può indurre una «atrofia della pineale»!

7. La melatonina è presente ovunque nella carne e nei vegetali, e la melatonina alimentare è assorbita rapidamente dal tratto gastro-intestinale. Esperimenti condotti recentemente con animali dimostrano che una dieta ricca di melatonina produce livelli ematici di melatonina che sono significativamente più elevati di quelli di animali con un basso livello di melatonina nella dieta. Perciò  certamente i livelli di melatonina circolanti possono essere cambiati (aumentati o diminuiti) da un tipo di dieta che contenga livelli alti o bassi di melatonina. Nulla di simile può essere ottenuto con nessuno degli « ormoni » conosciuti!

Fonte: dpierpaoli.ch

CONCLUSIONI

In definitiva non si può definire la Melatonina un ormone perché non ne possiede neanche una delle caratteristiche che definiscono gli ormoni. Numerose ricerche, sia del Prof. Walter Pierpaoli ma anche di tanti altri, hanno dimostrato tale verità.

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