Tutto sugli ormoni tiroidei – Ipotiroidismo subclinico

di | Dicembre 5, 2020

Abbiamo già preso altre 2 tematiche sulla tiroide, li trovate nei seguenti link:

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In questo articolo prenderemo invece in esame cos’è l’ipotiroidismo subclinico e come curarlo.

IPOTIROIDISMO SUBCLINICO

L’ipotiroidismo subclinico è la patologia più diffusa che colpisce la nostra cara tiroide. Si stima che il 95% della popolazione mondiale soffra di una forma di ipotiroidismo subclinico.

La tiroide non presenta a livello di forma alcun problema, le sue dimensioni risultano normali e non sono spesso presenti neanche noduli che possano far pensare ad un suo malfunzionamento.

A causa dei suoi pochi dati che si possono raccogliere in laboratorio, non viene spesso diagnosticato l’ipotiroidismo subclinico.

L’unica evidenza in laboratorio è l’esame ematico che sotto un attento esame mostra valori chiari ed evidenti di un ipotiroidismo subclinico.

IPOTIROIDISMO SUBCLINICO: I DATI PER RICONOSCERLO

Come spesso è stato ribadito da vari medici e ricercatori, tra questi ricordiamo uno dei primi a scoprire questa patologia, ovvero Barnes, i primi sintomi rilevabili in laboratorio sono un TSH sopra al valore 1/1.5 e un FT3 più basso del valore FT4.

Purtroppo la maggior parte dei medici, non solo non riconosce il campanello d’allarme quando il TSH sale sopra 1.5, ma persino non fa effettuare l’esame per quantificare il valore di Liotironina nel circolo sanguigno, ovvero FT3.

Senza valutare il valore FT3, risulta impossibile da parte del medico vedere i primi segni di un ipotiroidismo subclinico. Questo porterà inevitabilmente il paziente a non essere curato, se non quando la patologia è estremamente avanzata con evidenti segni su tutti i fronti.

In realtà il discorso è molto più articolato, ma cerchiamo di rendere il tutto più fruibile e sintetico per tutti.

Ad oggi vi sono molti medici che prestano molta attenzione ai primi segni di questa patologia, tra questi troviamo il Dottor Raul Vergini e il Professore Walter Pierpaoli.

TEMPERATURA CORPOREA BASALE

Un dato estremamente sottovalutato è la temperatura corporea basale! Dobbiamo capire che gli ormoni tiroidei gestiscono la temperatura corporea. Siamo essere umani, creature a sangue caldo! Perciò se abbiamo un ipotiroidismo non bruciamo abbastanza.

Vari medici, nonché le tabelle internazionali e riconosciute dalla comunità scientifica, rivelano la corretta temperatura basale che dovremmo tutti avere.

Questa temperatura, come riportato nella tabella in basso, ha dei cicli perfetti e scanditi durante la giornata. Si può ben vedere come dev’essere vicino a 37 gradi la sera e al mattino tra le 7-8 vicina a i 36.4-36.5-36.6.

Una temperatura molto più bassa, quindi sotto persino i 36, spesso è l’evidenza della mancanza di ormoni tiroidei in circolo! E siamo sinceri, quante persone conosciamo che hanno una temperatura bassa?

DA COSA E’ CAUSATO L’IPOTIROIDISMO SUBCLINICO?

Una delle cause principali è l’inquinamento tramite radiazioni ionizzanti!

Voi potreste benissimo dire dove sono queste radiazioni. Beh l’inquinamento causato da Chernobyl ha colpito tutto il mondo! Inutile nasconderlo, quelle radiazioni hanno fatto ammalare di ipotiroidismo la maggior parte delle persone del mondo.

Non a caso la generazione successiva a quel disastro ha mostrato e soffre tutt’ora maggiormente di ipotiroidismo subclinico. Basta vedere le analisi e fare una media per rendersene conto.

In soldoni, le radiazioni ionizzanti vengono largamente accolte dalle cellule della tiroide che scambiano tali radiazioni per lo iodio, di cui né è ghiotta per funzionare bene, ma trattandosi invece di radiazioni la manda in crisi.

Ovviamente esistono altre molteplici cause, come lo stress, l’elevato livello di cortisolo protratto nel tempo, dieta ricca di cibi industriali ecc.

COSA POSSIAMO FARE PER L’IPOTIROIDISMO SUBCLINICO?

Ovviamente rivolgersi ad un medico che riconosca tale patologia. Solo lui può prescrivervi la cura più adatta.

Tra i sintomi più marcati di ipotiroidismo subclinico troviamo:

  • Sindrome della stanchezza cronica.
  • Annebbiamento della mente.
  • Difficoltà a concentrarsi.
  • Soggetto ad infezioni per abbassamento del sistema immunitario (spesso il soggetto incorre in continui problemi di febbre o irritazioni alle prime vie respiratorie, soggetto a polmonite ecc).
  • Spesso sono presenti altri problemi autoimmuni.
  • Problemi e scompensi cardiaci e problemi circolatori (Bradicardia, aritmie, senso di oppressione nella regione cardiaca, infarto, ictus).
  • Pressione arteriosa alta.
  • Metabolismo lento.
  • Difficoltà e disturbi nel sonno.
  • Fibromialgia.
  • Invecchiamento precoce.
  • Diabete di Tipo 2.
  • Gotta.
  • Osteoporosi.
  • Alterazioni psichiche (depressione, sbalzi di umore, allucinazioni ecc).
  • Disturbi visivi.
  • Acufeni.
  • Problemi polmonari (Asma, Enfisema, Respiro affannoso al minimo sforzo, Infezioni polmonari).
  • Menopausa precoce.
  • ADHD.

QUALI INTEGRATORI USARE?

La ricerca scientifica è illuminante a riguardo. Tra le prime cose utili troviamo lo iodio. L’integrazione di iodio nel tempo andrà a sostituire le radiazioni ioniche, permettendo di migliorare la salute della nostra cara tiroide.

Altro importante integratore che aiuta la funzione tiroidei a trasformare il T4 prodotto in T3 (l’ormone attivo) è lo zinco.

E non per ultimo, la Melatonina. Svariati studi, anche importanti e grandi hanno dimostrato come l’assunzione costante di Melatonina porti da un notevole miglioramento della funzione tiroidea.

Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=+thyroid+melatonin

CONCLUSIONE

In definitiva non sottovalutate questa patologia, di cui colpisce il 95% della popolazione mondiale. Affrettatevi ora a fare gli eventuali esami di controllo, così da evitare innumerevoli problemi e patologie a cascata legati ad essa.

Tutto sugli ormoni tiroidei – Cosa sono?

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