Usare solo sale iodato può causare sovraccarichi di iodio?

di | Aprile 7, 2020

Si sente dire talvolta che usare solo sale marino iodato (cioè comune sale da cucina addizionato arti­ficialmente con iodio) può causare un sovraccarico di iodio nell’organismo, ma è un falso mito. Tutti possono usare il sale iodato, anche soggetti affetti da patologie tiroidee, senza temere il rischio di accumulo di questo minerale, un’eventualità molto rara.

In condizioni ­fisiologiche normali, la tiroide è in grado di tollerare ­fino a 1 mg (cioè 1000 ug) di iodio al giorno senza che si verifichino effetti avversi, in quanto l’eccesso di tale minerale viene eliminato con le urine. Le persone con patologie tiroidee su base autoimmune possono “sopportare” quantità inferiori di iodio, ma nonostante questa minore tolleranza, il rischio di eccesso è praticamente inesistente, dato che il consumo di sale iodato raramente raggiunge più di 300 ug di iodio alla dieta giornaliera.

Più del sovraccarico, deve preoccupare la carenza di iodio, anche lieve: l’uso del sale iodato è utile per prevenirla.

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Il sale arricchito di iodio ha lo stesso aspetto del sale comune alimentare e non presenta odori o sapori particolari, né altera quello dei cibi a cui viene aggiunto. Ogni grammo di sale iodato fornisce 30 ug di iodio. Il fabbisogno di iodio di un adulto è 150 ug al giorno (70 ug nei lattanti, 100 ug  fino ai 10 anni, 130 ug dagli 11 ai 17, 200 ug in gravidanza e allattamento).

Usare un sale carico di iodio non è in contrapposizione con le raccomandazioni dell’OMS, che prescrivono di ridurre il consumo di sale a non più di 5 g al giorno negli adulti, 2-3 g nei bambini sopra il primo anno di vita.

Riza Alimentazione Naturale

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