Aloe Vera e ipotiroidismo: promettenti ricerche

di | Giugno 25, 2018

L’Aloe Vera è una pianta da decenni apprezzata per le sue innumerevoli proprietà. Tra le più importanti spiccano sicuramente le sue applicazioni cutanee, stimolante del sistema immunitario, rigenerante grazie alle sue proprietà nutrizionali.

Recenti ricerche Però fanno luce su un ulteriore ed importante applicazione nei casi di ipotiroidismo, anche autoimmune!

COSA DICONO LE RICERCHE

La ricerca viene dai nostri connazionali che hanno studiato l’effetto dell’Aloe Vera nel trattamento di persone che soffrono di ipotiroidismo subclinico, anche autoimmune.

Il risultato è stato estremamente interessante. Si è notato un miglioramento della produzione degli ormoni tiroidei e anche una riduzione dell’infiammazione della ghiandola stessa.

E’ risultata molto utile anche nei casi di patologia autoimmune visto che riduceva gli anticorpi presenti nel sangue grazie a delle sostanze presenti nell’Aloe Vera.

LO STUDIO CONDOTTO SU 30 DONNE

Lo studio è stato condotto su 30 donne che soffrivano di ipotiroidismo subclinico e che non assumevano nessun ormone come per esempio la Levotiroxina. Tutte avevano alti livelli di anticorpi anti-perossidasi.

Tutte le donne hanno assunto  Aloe Vera Barbadensis Miller per 9 mesi ogni giorno con una dose di 50ml. Ovviamente sia prima dell’assunzione di Aloe che dopo 3/9 mesi sono state sottoposte a delle analisi degli ormoni tiroidei.

I risultati sono stati molto entusiasmanti. Già dopo 3 mesi i risultati erano migliorati su tutti i fronti, un aumento del FT4 e una diminuzione degli anticorpi TPOAb,  migliorati significativamente già al terzo mese e ulteriormente (-61%, + 23% e -56%) al mese 9.

Un secondo gruppo, composto da 15 donne non sottoposte con integrazione di Aloe ma che presentavano un quadro simile al primo gruppo, non ha presentato alcun cambiamento dopo 9 mesi.

CONCLUSIONI

Questo studio sicuramente concede molte indicazioni sulle proprietà dell’Aloe da approfondire ed applicare a livello patologico. E’ certo però che vi è bisogno di ulteriori ricerche!

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5842288/

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