Aumentare Il Metabolismo Migliorando L’Efficienza Metabolica

di | Maggio 4, 2020

Oggi voglio rispondere con questo post ad un quesito che sempre più persone ci fanno ovvero:

“Prendendo due persone che hanno lo stesso introito calorico magari 2500 kcal ed essendo magari entrambi in deficit calorico per lo stesso numero di kcal (diciamo 500) com’è possibile che il primo soggetto riesca a perdere i suoi bei 2kg al mese mentre il secondo soggetto magari riesce a perderne solo 0,5kg?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo introdurre il concetto di efficienza metabolica e il Prof.Andrea Biasci nel suo libro Project Nutrition lo spiega magistralmente e vi riporto un estratto:

Quando mangiamo gli alimenti, li digeriamo, scomponiamo ed assimiliamo. Tutti questi processi sono volti principalmente a ricavare dal cibo l’adenosintrifosfato (ATP), ovvero la moneta di scambio che il nostro organismo usa come energia. La resa di questo processo è in realtà però molto bassa, intorno al 40% per i carboidrati e lipidi ed del 30- 35% per le proteine.

Tradotto cosa vuol dire: che 100 kcal di glucidi non corrisponderanno a 100 kcal spendibili per i processi organici ma solo il 40% di queste sarà utilizzabile, il restante 60% verrà disperso in calore. Avete 100 dollari, andate in banca per convertirli in euro e vi ridanno solo 40 euro. Lo sappiamo, vista così sembra una fregatura. Sono tanti i fattori che giocano
un ruolo nell’assimilazione delle calorie, il primo è lo stato della flora batterica intestinale.

I microbi che vivono in simbiosi con noi ci permettono di non ammalarci e di stare in salute, ma hanno un costo. Meno ne abbiamo, per via di un ‘alimentazione errata, degli antibiotici, ecc. e più calorie passano la barriera intestinale, al contrario più la nostra bioflora sta bene e più calorie ci “ruba”. Anche gli ormoni giocano un ruolo essenziale nel bilancio calorico: insulina, leptina, ormoni tiroidei, adiponectina, sono tra i principali regolatori del nostro stato energetico.

Più si alzano e più disperdiamo in calore quello che assumiamo ma … ma a tutto c’è un limite. Quando i livelli diventano cronicamente troppo alti sviluppiamo una resistenza ad essi. Insulino-resistenza, leptino-resistenza, rendono poco recettivo l’organismo a livello ematico a questi ormoni. Il dispendio calorico si abbassa come se i valori fossero cronicamente minimi.

Così il nostro corpo in sovrappeso vive come se fosse denutrito. Un altro punto importante riguarda il turnover dei tessuti vecchi e danneggiati. Continuamente l’organismo li ripara o sostituisce (i tessuti più coinvolto sono le cellule intestinali ed epatiche), per farlo, utilizza anche cicli futili che generano calore.

Tale processo può essere più o meno accelerato e ripetuto a seconda della disponibilità energetica. Tutti gli eventi, che “sprecano” calorie, si svolgono all’interno del mitocondrio, l’organulo deputato a ricavare l’energia (almeno la maggior parte) nel nostro organismo. Di base più il mitocondrio sta bene, maggiore è la sua densità e più può permettersi d’essere spendaccione. Al contrario più è piccolo e danneggiato più diventa tirchio. Diversi fattori governano la loro efficacia.

Le proteine mitocondriali UCP-2 e 3 regolano la produzione di ATP e la sua dispersione in calore. Sono influenzate da: ormoni tiroidei, glucocorticoidi, recettori di membrana e macronutrienti. Per esempio, Un’elevata presenza d’acidi grassi nel flusso ematico smorza, nel lungo periodo, l’attività delle proteine UCP (nel breve invece fanno l’esatto contrario). L’ultimo fattore i che contribuisce ali’ efficienza o inefficienza metabolica è l’infiammazione.

Anche una leggera infiammazione silente, molto comune in chi mangia molti grassi saturi o carboidrati raffinati, contribuisce ad aumentare l’inflessibilità metabolica. La natura ci ha creato spreconi, inefficienti, ma questa inefficienza ci permette di avere un margine qualora il corpo si ritrovi in ristrettezza energetica. In questo caso diventa sempre più parsimonioso ed efficiente.

Se il metabolismo non fosse flessibile un aumento minimo delle calorie porterebbe sempre ad un aumento di peso, in realtà questo si verifica solo nel primo periodo per poi bilanciarsi ed azzerarsi.

Lo stesso avviene anche con i deficit calorici. Inizialmente portano ad un maggior catabolismo dei tessuti ma via via l’organismo neutralizza questo bilancio negativo migliorando l’efficienza e diminuendo la dispersione in calore. Per concludere dobbiamo abbinare ai concetti di efficienza ed inefficienza quello di capacità, altrimenti il significato che attribuiamo alle parole funziona al contrario, in quanto l’efficienza viene comunemente vista come una cosa positiva.

La capacità riguarda il pool enzimatico e la capacità metabolica di attingere alle energie. Chi ha un’alta inefficienza possiede un’alta capacità, ovvero ha molti enzimi deputati alla produzione di energia. L’organismo è in grado di utilizzare rapidamente le sue fonti energetiche, come durante lo sport, per esempio. Chi svolge abitualmente attività fisiche intense ha più tessuto magro e possiede più enzimi, è come una macchina con un motore molto grosso. Il mantenere questa struttura ha un costo metabolico elevato anche a riposo. Al contrario chi ha una buona efficienza ha una bassa capacità metabolica. Pochi enzimi, pochi scambi biochimici, una scarsa capacità di produrre rapidamente energia. Questo si traduce in un piccolo motore con dei costi metabolici minimi. Quando pensate al vostro metabolismo ricordatevi sempre questo:

Inefficienza metabolica / alta capacità energetica: alto metabolismo
Efficienza metabolica / bassa capacità energetica: basso metabolismo

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