Bibite e Bevande Gassate e Zuccherate Quanto Incidono Sulla Dieta?

di | Maggio 14, 2020
bibite gassate

Nella nostra dieta, le calorie liquide sono l’“alimento” che crea maggior dipendenza. Le bibite zuccherate sono una categoria di alimenti a sé. A parte il fatto di essere la più grande fonte di zuccheri aggiunti nella nostra alimentazione, le bevande zuccherate hanno conseguenze sul diabete e sull’obesità che i cibi solidi (perfino i cosiddetti cibi spazzatura) non hanno.

Inoltre, molte di queste bibite sono piene di caffeina, il che aumenta la loro capacità di creare dipendenza. Ma perché le bevande zuccherate sono così dannose?

1. Se si assumono calorie da bibite zuccherate, non si compensa introducendo una quantità minore di calorie solide: quindi non solo queste calorie sono vuote (cioè prive di nutrienti), ma sono anche calorie extra, che normalmente non assumereste.

2. Dal 1977 al 2002, negli Stati Uniti l’assunzione di calorie da bibite zuccherate è raddoppiata, fino a diventare la fonte massima di zuccheri aggiunti nella nostra dieta.

3. Durante quello stesso periodo, l’obesità infantile è raddoppiata nei bambini tra i 2 e gli 11 anni e triplicata negli adolescenti tra i 12 e i 19

4. Oltre il 90 per cento dei bambini e degli adolescenti americani bevono queste bibite ogni giorno. Le calorie liquide costituiscono fino al 10-15 per cento del carico totale di calorie giornaliere di un adolescente medio.

5. Il consumo medio di bibite zuccherate è di 175 calorie al giorno. Dato che queste calorie si sommano a quelle degli alimenti solidi, questo eccesso calorico può far ingrassare una persona di corporatura media di 8 chili l’anno.

6. Un bambino che consuma una lattina al giorno di bibite zuccherate aumenta il suo rischio di essere sovrappeso del 60 per cento. 8 Le bibite dolci sono la fonte maggiore di zuccheri aggiunti nella dieta dei bambini. I ricercatori dell’ospedale pediatrico di Harvard hanno condotto una sperimentazione randomizzata, in cui hanno scoperto che se si fornivano alternative facilmente accessibili alle bibite zuccherate i bambini riducevano il loro consumo dell’82 per cento e avevano una significativa perdita di peso.

7. Nello studio Nurses Health, che ha coinvolto 91.249 donne, chi beveva una bibita zuccherata al giorno aveva un rischio maggiore dell’82 per cento di sviluppare il diabete nel giro di quattro anni. Le donne che bevevano dei punch alla frutta (non alcolici) avevano il doppio di probabilità di sviluppare il diabete.

8. Altri studi collegano le bibite zuccherate al prediabete, al diabete (soprattutto tra gli afroamericani) e alle malattie cardiache

9. Una rassegna di oltre 30 studi pubblicata dall’“American Journal of Clinical Nutrition” ha mostrato prove evidenti che bere bevande zuccherate porta a un aumento di peso.

Mangiare di più e assumere più calorie
Un ampio studio condotto a Harvard e finanziato dai Centers for Disease Control e dalla Robert Wood Johnson Foundation ha scoperto che, se si bevesse acqua al posto delle bibite gassate, si assumerebbero 225 calorie in meno al giorno (l’equivalente di una lattina circa). 14 In un anno sarebbero 82.123 calorie, corrispondenti, in media, a una perdita di peso di 11 chili, semplicemente passando a bevande non zuccherate.

Cosa bisognerebbe bere, allora? Acqua. Acqua del rubinetto. La filtrate, la raffreddate, ci strizzate un po’ di succo di limone (se vi piace) e ve la bevete.

Ci hanno fatto il lavaggio del cervello per convincerci che non possiamo bere solo acqua, ma è di acqua che siamo composti ed è l’acqua a permetterci di perdere peso. I ricercatori hanno scoperto che bere acqua prima dei pasti aumenta la perdita di peso del 44 per cento.

Ci sono ampie prove che mostrano che le bevande zuccherate sono nocive alla salute. Ma anche se non lo fossero, non starebbe ai loro produttori dimostrare che sono sicure, anziché aspettare che dei ricercatori sottofinanziati scoprano che sono dannose.

Alcuni studi hanno cercato di mostrare che non c’è legame (o che c’è un legame molto blando) tra acquisto di peso e bevande zuccherate. Tuttavia molti di questi studi sono finanziati dall’industria alimentare, compresa la American Beverage Association (precedentemente nota come American Soft Drink Association). In realtà, una rassegna del 2007 condotta su oltre 206 studi scientifici ha mostrato che nei casi in cui era stata l’industria alimentare a finanziare la ricerca c’era una probabilità di otto volte superiore che gli esiti dello studio fossero favorevoli all’industria alimentare stessa.

Un fatto poco conosciuto è che molti titani dell’industria alimentare si sono uniti per formare il Center for Consumer Freedom, 18 che ha messo in piedi una campagna mediatica sostenendo che l’epidemia di obesità era una truffa. Dicevano più o meno: “Non credete a quello che vedete con i vostri occhi: credete invece a ciò che vi diciamo noi”. A causa di “questioni di privacy”, il sito web non rivela da chi viene finanziato. Si è scoperto poi che si trattava di Coca-Cola, Pepsi, Kellogg, Kraft e altri, che volevano restare anonimi – così diceva il sito – per timore dei “fascisti alimentari”, quella tremenda milizia organizzata che mangia insalata e coltiva verdure biologiche. Da non credere.

All’interno del programma di assistenza alimentare per gli indigenti (SNAP) il dipartimento dell’Agricoltura americano spende oltre 4 miliardi di dollari l’anno per dare ai poveri delle bibite gassate. Il che vuol dire 30 milioni di porzioni al giorno, o 10 miliardi di porzioni l’anno di bevande dolcificate con sciroppo di mais o zucchero. Il governo paga oggi queste bibite, in attesa di pagare in seguito i costi sanitari in costante aumento per le malattie legate al diabete e all’obesità. Il governo dice che non cambierà politica perché sarebbe discriminatorio impedire l’acquisto di bibite gassate.

Ma per chi sarebbe discriminatorio? Per i poveri o per l’industria alimentare e agricola?

Scopri la risposta in questo libro

Ti è piaciuto il post? Condividilo!