Colchico: il nemico numero uno del cancro

di | Agosto 27, 2018

Avete mai sentito parlare del Colchico? Eppure nella recente storia medica è stato un possibile candidato per la cura del cancro!

Parliamo al passato perché  fu archiviata qualsiasi ricerca dopo la morte del Dottor Aldo Vieri, tranne che riaprirsi qualche spiraglio oggi. Eppure il suo lascito ancora tutt’oggi ha delle conseguenze importanti sulle singole persone!

COS’E’ LA CURA VIERI?

La cura Vieri è composta da Aceto, alcool al 95% e sopratutto Colchico! La preparazione ufficiale che il medico Aldo Vieri rilasciò è la seguente:

10cc di alcool in una boccetta contagocce nuova (per evitare contaminazioni); aggiungere 3 gocce di tintura di colchico; aggiungere 3 gocce di aceto di puro vino.

Purtroppo però spesso viene criticata come una delle tante cure alternative che non hanno nessuna base scientifica. Spesso viene definita la cura dell’aceto, rivelandosi però un’affermazione completamente provocatoria perché ignora i principi reali e scientifici che vi sono dietro.

COSA DICE LA SCIENZA

Nel mondo scientifico la Colchina non è solo conosciuta per la cura della Gotta, bensì varie ricerche e studi hanno dimostrato come il suo estratto è un potente antitumorale!

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La Colchina agisce infatti direttamente sulla mitosi cellulare! La cosa sorprendente è che, se usata nel modo giusto, agisce solo sulle cellule malate lasciando intatte le sane e senza alcun effetto collaterale.

Con la colchicina assistiamo a un blocco della divisione cellulare che si ferma a quell’unico e utile stadio, per tale motivo non potrà mai avvenire una divisione cellulare di proliferazione a seguito della sua funzione, come invece avviene con la Radioterapia.

I suoi effetti antimitotici sono d’altronde conosciuti fin dal 1800! Vieri era riuscito a sfruttare al meglio le sue proprietà, in modo non invadente, permettendo non solo di evitare la replicazione cellulare ma anche riducendo o eliminando i vasi sanguigni che alimentano le cellule malate.

Oggi alcuni ricercatori stanno progredendo nella ricerca sul Colchino, anche se non può mancare il disdegno sulla lentezza di tali ricerche difronte ad un principio così efficace conosciuto da oltre 200 anni.

Uno dei ricercatori moderni, Laurence Patterson,  ha coniato il nomignolo “Smart Bomb” dopo aver osservato la selettività della colchicina, opportunamente veicolata, nell’attaccare le cellule mutate del cancro lasciando inalterate quelle sane.

Interessante le seguente riflessioni, che riportiamo integralmente, di un ricercatore italiano, Alberto Chiarugi:

II grande fervore degli studi sull’ azione della colchicina sulla mitosi ebbe principio sedici anni addietro, nel 1934, con le pubblicazioni di A. P. DusTIN (Bull. Acad. Royal Med. Belg., 14 : 487-488, 1934) e di F. LITS (C. R. Soc. Bioi., 115: 1421, 1934), e ricevette il massimo impluso nel 1937 con l’applicazione della colchicina alia genetica per opera del BLAKESLEE (C. R. Acad. Sc. Paris, CCV: 476-479, 1937; journ. of Heredity, 28: 313-411, 1937) e del NEBEL (Nature, CXL, 1101, 1937). Da un punto di vista storico le prime osservazioni sulla mitosi da colchicina si consideravano finora quelle di W. E. DixoN e N. J. MALDEN (A manual of Pharmacology, London, Arnold 1905, e journ. Physiol., 37: 50-76, 1908), i quali nel 1905 senza molti particolari e senza figure riferivano che dopo ripetute iniezioni nelle Qlammelle «plentiful mitotic figures can occasionaly be observed ». Recentemente 0. J. EIGSTI, P. DusTIN j~. e N. GAY-WINN (Science, I 10: 692, 1949) hanno rilevato che il primo studio sull ‘azione della colchicina risale al 1889 ad opera di R. PERNICE, il quale pubblico Ia memoria: « Sulla cariocinesi delle cellule epiteliali e dell’ endotelio dei ,asi della mucosa dello stomaco e dell’ intestino nello studio della gastro-enterite sperimenfale (nell’ a,velenamento per co/chico)» in «Sicilia Medica, I (4): 265-279, Palermo 1889 ». Si tratta di uno studio di anatomia patologica stampato in un giomale di medicina non facilmente reperibile. Sara pertanto certamente gradito ai lettori di « Caryologia » conoscere quelle parti della suddetta memoria, dalle quali chiaramente risulta che tutti gli aspetti fondamentali della mitosi da colchicina furono gia dal PERNICE osservati con sorprendente chiarezza, considerata anche I’ epoca a cui risale Ia pubblicazione. L’ Au tore, al fine di controllare I’ andamento d;l processo infiammatorio, studio con molta precisione le mitosi delle cellule di rivestimento e delle ghiandole della muccosa dello stomaco e del duodeno in due cani, affetti da gastro-enterite acuta per ingestione, rispettivamente, di 10 e di 15 gr. di tintura di bulbi di col chico autunnale e morti 24 e 48 h dopo, facendo i debiti confronti con un animale sano. Egli individuo nettamente I’ aumento del· numero delle mitosi sotto I’ azione del « principio attivo del colchico, Ia colchicina », quando dice che « nei numerosi preparati si nota nello stomaco, un grandissimo numero, straordinario, di cellule in cariocinesi; in taluni punti dei preparati, nelle ghiandole peptiche, si vede proprio una mitosi per ogni elemento cellulare, ed e raro in mezzo al grande numero di cellule, Ia cui sostanza nucleare e evidentemente in attivita formativa, cioe in mezzo a queste cellule in via di proliferazione, trovarne qualcuna col nucleo allo stato di riposo >> • • • • • • (( in taluni preparati quasi ogni cellula e 10 prmclplo od in via di scissione indiretta ». lndividuo lo stesso aumento nelle ghiandole del Lieberkiihn dell’ intestino « dove tutti gli elementi sono quasi in via di scissione indiretta », e « nell’ endotelio dei vasi della muccosa » dove (( e frequente quasi in tutti i vasi di vedere degli elementi cellulari in cariocinesi ». Questo accumulo del numero delle mitosi, che poi il LunFORD {Arch. exp. Zellf., 18 : 411-441, 1936) dimostro esser dovuto ad un ristagno delle metafasi, fu dal PERNJcf; chiaramente riferito alia colchicina con I’ affermazione che « nelle osservazioni erano piu i fatti di proliferazione, di scissione indiretta cellulare che quelli di distruzione, specie nel I • caso {morte dopo 24 ore), e nello stomaco maggiormente, dove forse gli elementi cellulari sono dippiu o quasi direttamente eccitati, stimolati dalla tintura di colchico ». II PI<:RNICE osservo anche il decorso anomalo della mitosi da colchicina e l’effetto finale della C-rnitosi sulla divisione cellulare per Ia frequente osservazione di « placca equatoriale non del tutto divisa in due, restando ancora le due parti unite da qualche filamento o da granulazioni cromatiche », e per Ia rarita degli stadi telofasici in quanto « e raro di vedere due cellule vicine con Ia stessa placca equatoriale disegnanti Ia divisione recentissima per cariocinesi ». Le osservazioni del PERNICE sulla rnitosi da colchicina piu significative, perche hanno il pregio di un grande anticipo rispetto a quelle degli autm1 che finora si consideravano i precursori di tali studi, sono le seguenti : I ) I’ individuazione di que! particolare aspetto della rnitosi da colchicina oggi nota, secondo Ia definizione di BARBER e CALI.AN {Proc. Roy. Soc., B, 131 : 258-270, 1943) e di altri successivamente, come « mela/ase star >>, quando Egli dice: « Le figure cariocinetiche osservate poi nella mucosa gastro-intestinale infiarnrnata sono varie e note : Ia disposizione a gomitolo ed a stella e frequente, o a ruota d’ ingranaggio con condensamento della sostanza cromatica in centro di essa; frequentemente Ia sostanza nucleare apparisce sotto forma di segrnenti, di bastonetti o come virgole disposte a raggi circolarmente o quasi, piu o meno avvicinate tra !oro o concentrate al centro, o come granuli a corona, restando un punto chiaro in centro »; 2) I’ individuazione del fenomeno di non completa abolizione fusale da parte della colchicina {c-mitosi pa1ziale), quando osserva anafasi bipolari con ritardi cromo
somici : « Se ne notano non rare delle forme, dove il filamento cromatico ha preso Ia disposizione come d’una croce, altre colla sostanza cromatica in placca nucleare eoncentrata od in placca completamente divisa in due, per lo piu in placca equatoriale non del tutto divisa in due, restando ancora le due parti unite da qualche filamento o da granulazioni cromatiche ; e raro di vedere due cellule vi cine con Ia stessa placca equatoriale, designanti Ia divisione recentissima per cariocinesi, e dove non si e quindi arrivati allo stato di ri?oso nei due nuovi nuclei; poche altre forme si notano ancora ed irregolari ,.; 3) infine il ritenere azione tipica della colchicina I’ effetto picnotizzante, cioe Ia distruzione per picnosi delle mitosi arrestate dalla colchicina; e significativo il fatto che Egli lo consideri come un effetto necrobiotico specifico della sostanza in oggetto e distinto da effetti necrobiotici di altro tipo : << Poteva nelle nostre osservazioni trattarsi, piu che di un fatto di pro)iferazione per scissione indiretta, di una distruzione degli elementi, di una necrosi delle cellule, dando luogo, nel corso di questo processo, a quelle forme pseudocariocinetiche? Vera mente questo abbiamo anche noi sospettdto in sulle prime, ma riteniamo di no, sia per l’apparenza delle forme piu nette ed evidenti, sia per il luogo dove si trovavano, cioe dove rispettivamente e maggiore nello stato normale Ia rigenerazione degli elementi e non dove nello stato patologico e piu frequente Ia distruzione (come nell’ epitelio di rivestimento dell’ intestino ed in corrispondenza delle piccolissime escare nello stomaco), sia per i caratteri distintivi con altri nuclei, secondo noi, in disfacimento, che abbiamo visto numerosi nelle ghiandole tubulari del duodeno, in fragmentazione (non intendendo certo con queste parole significare proliferazione per scissione diretta). per un processo necrobiotico, ,causato dall’ agente chimico adoperato, una forma pero del tutto differente dalla necrosi degli elementi da coagulazione del Weigert ….. ,., Nelle nitide illustrazioni I’ A. disegna glandule gastriche e del Lieberkiihn con « quasi tutti gli elementi in cariocinesi •, ma senza rappresentare vere anafasi o telofasi. Queste figure sono state recentemente riprodotte da EwsTI e Dm’ITIN ir· (Lloydia, 12 ( 4): 186, 1949). Dopo Ia lettura di questi brani della memoria del PERNICE, e evidente che Egli, con una cosl precisa segnalazione dell’ azione della colchicina sulla cariocinesi, ha brillantemente preceduto di 45 anni gli Autori che dettero inizio al periodo di piu intenso fervore di ricerca sulla mitosi da colchicina.
Alberto Chiarugi

Ricerche scientifiche ad’oggi disponibili su PubMed: 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=colchicum

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=colchicum+%2B+cancer

LA TOSSICITA’ DEL COLCHICO

Forse, la poca diffusione e conoscenza delle proprietà del Colchico, sono dovuto (oltre ai classici interessi economici) anche dalla tossicità elevata! E’ proprio qui però che entra in gioco l’importanza del preparato Vieri.

Il suo preparato permette di non avere nessun effetto collaterale ma nello stesso tempo di sfruttare al massimo l’efficacia del Colchico. 

Il preparato Vieri dev’essere assunto mettendo delle gocce sulla lingua lasciandole assorbire senza deglutire. E’ possibile anche assumerlo in caso di prevenzione, circa 9 gocce al giorno per 3 settimane seguite da una pausa di una settimana ricominciando il ciclo fino a finire la boccetta, il tutto due volte l’anno, soprattutto nei periodi di cambio stagione.

Bisogna però stare attenti che il contagocce, o il preparato stesso, non venga a contatto con nessuna superficie, neanche con i propri tessuti interni o esterni della bocca, questo perché i batteri possono contaminare il preparato rendendolo inefficace.

CONCLUSIONI

La ricerca sul Colchico dovrebbe mostrare più attenzione e intensificare gli sforzi verso quella che è di fatto una soluzione ben conosciuta da oltre 200 anni.

Vi consigliamo per approfondimenti e raccolta di esperienze nel gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/1052400328210383/

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