Glicemia Valori Normali e Sintomi del Diabete

di | Maggio 8, 2020
diabesità

“Cosa c’è in un nome?” si chiede Shakespeare. In questo caso, la parola “diabesità” racchiude molti significati: insulino resistenza, sindrome metabolica, sindrome X, obesità, prediabete, principio di diabete negli adulti, diabete di tipo 2. Tutti questi disturbi si riconducono a un solo problema: possono variare tra loro per intensità, ma tutti hanno conseguenze potenzialmente letali. E la diagnosi e la cura delle cause profonde che portano a questi disturbi sono in realtà identiche.

Diabesità è un termine più ampio, che utilizzo per descrivere il continuum che va dall’equilibrio glicemico ottimale fino all’insulinoresistenza e al diabete di tipo 2 conclamato.

Quasi tutti coloro che sono sovrappeso soffrono di uno stato prediabetico, e hanno rischi elevati di sviluppare la malattia e di morirne. Semplicemente non lo sanno. Quel che è peggio è che, sebbene il termine diabesità sia stato coniato a partire dai concetti di diabete e obesità, anche coloro che non sono sovrappeso possono soffrirne.

Esistono dei “magri grassi”: hanno scarsa massa muscolare e, anziché essere sovrappeso, hanno semplicemente dell’adipe in eccesso attorno al ventre (il cosiddetto “grasso addominale”).

Ma ecco la buona notizia: esiste una soluzione scientificamente testata alla diabesità. La pratica medica attuale non è al passo con gli sviluppi scientifici più recenti. Nel 2008, l’American College of Endocrinology e l’American Association of Clinical Endocrinologists hanno riunito ventidue esperti per passare in rassegna tutti i dati scientifici a disposizione su diabete e prediabete. Il risultato fu un annuncio forte e chiaro
per i singoli individui, gli addetti ai lavori sanitari e i governi di tutto il mondo. Le loro conclusioni furono le seguenti:

1 La diagnosi di diabete e prediabete è arbitraria. Una glicemia a digiuno di 100 mg/dl è considerata prediabetica, mentre un livello di glicemia superiore a 126 mg/dl è considerato diabete. Tuttavia, gli esperti trovarono che questi valori non riflettevano l’intero spettro del rischio reale (compresi rischi legati a malattie cardiovascolari, cancro, demenza, ictus e perfino danni ai reni e ai nervi) che inizia a livelli glicemici molto più bassi, che la maggior parte delle persone considera normali.

2 Lo studio DECODE, 2 condotto su 22.000 soggetti, ha preso in considerazione il continuum di rischio misurato non in base alla glicemia a digiuno, ma in base alla glicemia dopo aver assunto una bibita zuccherata (il miglior modo per diagnosticare il problema). La ricerca ha scoperto che anche a livelli glicemici perfettamente normali (95 mg/dl) c’è un costante e significativo rischio di malattie cardiovascolari e di altre complicanze – ben al di sotto quindi del limite di 140 mg/dl considerato prediabetico e molto al di sotto della soglia dei 200 mg/dl considerata diabetica.

Morale della favola: anche se avete dei valori glicemici perfettamente normali, potreste nondimeno essere seduti su una bomba a orologeria chiamata diabesità, che vi impedisce di perdere peso e di vivere una vita lunga e sana. La scarsa resistenza all’insulina (insulinoresistenza) è la causa principale di invecchiamento e morte nei paesi sviluppati e in molti di quelli in via di sviluppo.

Questo libro vi aiuterà a individuare e a invertire il corso di questa situazione esplosiva. Vi propone inoltre un piano d’azione ad ampio raggio per muovervi su larga scala per risolvere questo problema anche collettivamente e per diventare sani tutti insieme.

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